Privacy e competenze
Oggi, in un esercizio commerciale.
Legenda
C = Commerciante
M = Minotti
C: Ecco, se vuole la carta fedeltà deve firmarmi la privacy.
Minotti tituba un po’ e, soprattutto, legge.
C: Legga pure, eh. Faccia con comodo, si figuri.
M: Mah, sa… E’ che mi occupo un po’ della materia, per lavoro.
C: Ah! Allora è un commercialista!
M: @#@##@@###!!!
herr doktor:
Marzo 18th, 2008 at 17:43
…appunto
è un po’ che dico che mentre molto avvocati si lamentano che la professione è troppo affollata, che bisogna tornare i minimi obbligatori, che bisogna eliminare la formazione obbligatoria …. che – in sintesi – bisogna tornare ai fasti del passato (quali fasti? i fasti di quando comunque l’avvocato lo facevano solo quelli che erano già ricchi di loro?) hanno praticamente abbandonando il settore della consulenza.
Oggi in italia la consulenza legale la fanno tutti, tranne gli avvocati.
La massa della consulenza alle PMI la fanno, appunto, i commercialisti (che la fanno pure male), la fascia “alta” (societario e transazioni immobiliari) la fanno i notai, ma poi anche i consulenti del lavoro, i consulenti in marchi e brevetti (i “patentari”, non sempre laureati in legge) i gometri, gli ingegneri (molti “patentari”, appunto, ma anche la fascia “alta” dei consulenti in materia di privacy, siucurezza sul lavoro e, ora, anche 231) 🙁
devo continuare?
Fantomius:
Marzo 18th, 2008 at 18:09
Beh, purtroppo, a causa della portata delle norme sulla privacy, è mia opinione che molte categorie si occupino “un po’ della materia” per lavoro. Mi pare ci siano molti adempimenti di cui si dovrebbe occupare ad esempio un sysadmin, spingendolo a studiarsi la materia. (Non credo che un avvocato si occupi di gestire le politiche di rinnovo della password di un account :p )
Che poi ci siano altri professionisti (a prescindere dall’albo) che sconfinano, sicuramente è dimostrazione della scarsa professionalità e serietà di una persona. Francamente non punterei il dito contro una o più categorie, anche perché spesso capita che sia la persona stessa che ha la necessità di una consulenza a non “voler spendere altri soldi” e a tentare di ottenere pareri, anche non qualificati, a soggetti con cui ha già un rapporto di lavoro.
E non capita solo con le consulenze, nell’ambito della realizzazione di siti web le prime cose che mi vengono in mente a subire questo stesso trattamento sono le foto o le traduzioni dei testi.
herr doktor:
Marzo 18th, 2008 at 18:51