Trasparenza, anzi no – UPDATED 2
Da stamattina non si fa che parlare della visibilità dei redditi di chiunque, sul sito dell’Agenzia delle Entrate (per l’anno 2005).
Subito le polemiche. Buone tutte, tutte sbagliate. Non è un tema semplice.
Sta di fatto che il Garante pare abbia appena bloccato detta pubblicazione (via Corriere).
Aggiornamento del poco dopo: In effetti, non c’erano i tempi per un vero provvedimento di blocco. Ed io ci sono cascato, ma la stampa non sa proprio leggere e riferire. Nel sito del Garante si parla di “invito” a sospendere la diffusione dei redditi. Invito che, giuridicamente, non ha molto senso. Diciamo che, a volte, va così e deve andare così.
Aggiornamento del 1° maggio 2008, ore 12.18: Mi fanno giustamente notare, nei commenti, che il termine “stop” è usato dallo stesso Garante (si veda il link sopra). Comunque, QUI c’e’ anche il provvedimento vero e proprio. Due parole anche sull'”invito” (a bloccare spontaneamente la pubblicazione). E’ previsto, in effetti, dall’art. 143, comma 1, lett. a) TU dati personali. Curioso, però, che il provvedimento non menzioni la norma, mentre non si menzionano segnalazioni o reclami (pur possibile, se non probabili).
Gianni:
Aprile 30th, 2008 at 20:15
Eh, caro Daniele, ho un diavolo per capello con questa faccenda.
In genere le sparate del Grillo non le seguo molto, ma stavolta ha ragione: chiunque potrebbe andare a leggersi, in modo anonimo e senza restrizioni, il mio reddito dichiarato, per decidere magari se farmi pagare di più la riparazione dell’auto dal carrozziere, la parcella del commercialista, quella del legale (eh !) e le spese d’albergo.
<>, no ?
Questo senza considerare la criminalità (non importa che sia organizzata o meno, anche un ottantugenario vicino di casa può essere potenzialmente pericoloso) e l’indubbio linciaggio mediatico nel caso in cui uno avesse la sfortuna di incappare nella cronaca locale (basta vedere cosa ha scritto Repubblica.it).
E la segretaria ?
Diavolo, dopo quest’uscita del governo diventerà come una moglie divorziata: la stipendia in base al reddito, altrimenti ti sput****** a destra e sinistra.
…sarei curioso di sapere per quali motivi si può essere a favore di una simile pubblicazione.
tangueiro:
Maggio 1st, 2008 at 11:09
a me pare che le segretarie abbiano o dovrebbero avere contratti di categoria sulla base delle loro livello di competenze
comunque, io sono favorevole alla pubblicazione dei redditi on line, non ci vedo niente di male, fossimo in un paese civile rispettoso della trasparenza, della legalità e….della meritocrazia
invece stiamo tutti li a guardare le denunce dei redditi altrui per vedere su chi concentrare la nostra invidia
(ps: comunque è il medesimo garante che in grassetto titola “stop agli elenchi dei contribuenti su internet”, che cambino titolista 🙂
Gianni:
Maggio 1st, 2008 at 13:35
tangueiro i “redditi” così come le informazioni sugli immobili, le pendenze penali, etc… sono praticamente di pubblico accesso già ora.
Nessuno sostiene che il profilo degli Italiani debba essere “blindato” e reso inaccessibile se non da pochi eletti, però un conto è dover andare in comune, all’ufficio del catasto e in giro per le aule per raccogliere questo tipo di informazioni, un altro è cliccare un paio di volte su di un link e trovarsi una pagina con reddito, immobili, pendenze e magari pure le preferenze elettorali….
Chi deve vigilare (le forze dell’ordine/magistratura in genere) ha già pieno accesso a questi dati.
A meno che non si voglia sostenere “la malafede delle autorità” con conseguenti controlli necessari da parte del cittadino.
In questo caso però mi pare irrilevante che i dati siano online o meno.
mfp:
Maggio 2nd, 2008 at 01:40
Miii Gianni, io e te viaggiamo spesso in controfase! Io sono spesso e volentieri completamente allineato a Grillo eppure in questa vicenda della pubblicazione dei redditi mi trovo in totale disaccordo con il comico. Rodotà ( audio: http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=19883 ) grossomodo dice che lui e’ favorevole, fa notare che la pubblicazione e’ una tendenza grossomodo globale, argomenta con questioni che condivido (es: ci abilita un controllo diffuso tra di noi piuttosto che dover sempre dover contare su una qualche Autorità Centrale; e’ sicurezza distribuita, la migliore cioè che esista), e smonta in maniera convincente vari argomenti avversi. Eppure ti dirò che sono a favore semplicemente perchè non reputo – opinione – privato quel dato, e seguo la regola di diffondere tutti i dati che non sono privati.
P.s.: già mi inquieta un po’ di più che si conosca la situazione contabile del mio conto in banca… ma sono due cose diverse.
Gianni:
Maggio 2nd, 2008 at 16:29
Michele parli con una persona che è a favore della trasparenza sia sul fronte privato che quello pubblico.
Trasparenza però non si deve tradurre in “il medico sa quanto guadagno e maggiora il prezzo delle visite” (quello lo fa già il maledetto Commercialista 😀 ).
Insomma… i dati di cui sopra sono pubblici, vai in Comune, chiedi e l’impiegato dall’aria stanca e l’espressione arciglia ti spiattella un modulino da compilare prendendo nota del fatto sul suo libricino tascabile.
Chiaro che tutti possono sapere quanto guadagni se sanno dove vivi e come ti chiami, ma devono avere dei motivi validi, non certo l’intenzione di ammazzare il tempo facendosi gli affari tuoi.
Poi: oggi sono i redditi online, domani è la situazione catastale (si parla di accesso non ristretto e pubblico), dopodomani la situazione sanitaria e via di questo passo… fino a quando tra 5-10 anni mi trovo una pagina internet gianni.balocco.gov.it dove sta scritto vita, morte e miracoli su quello che ho fatto dai 18 anni in su…
Approposito, cosa impedirebbe a chi dispone del tuo nome/cognome per ragioni d’altro genere (la tessera del supermercato per fare la spesa) di fare un bel file con i tuoi dati, reddito incluso ?
Dopo l’impiegato X (di cui tu non sai nemmeno il nome) organizza un bel sequestro chiedendo la giusta somma e sapendo di poterla ottenere.
Tanto chi lo viene a sapere che proprio lui è andato a informasi sui tuoi redditi, visto che l’accesso a tali informazioni è pubblico ma non controllato ?
mfp:
Maggio 2nd, 2008 at 18:17
Gianni, ascoltati l’intervista di Rodotà che ho linkato nel precedente messaggio. Ne vale la pena. Il rapitore non ha problemi a sapere quanto guadagni… e (il naturale complemento della parte precedente) sono state rapite persone che non denunciavano il reddito al fisco ma avevano dobloni in cantina… quello che temi e’ un falso problema.
Il concetto e’ che il tuo reddito non e’ un dato privato; e’ un dato pubblico che per un pinco pallino qualsiasi e’ faticoso ottenere ma per banche, rapitori e compagnie assicurative non e’ mai stato un problema avere. Pubblicarlo su Internet non ne cambia la natura pubblica, rende solo l’ *accesso al dato* più semplice per tutti indistintamente; anche per me pinco pallino che magari ho interesse a conoscere il reddito di uno che mi sta proponendo un lavoro, o di un politico che dice di essere solidale con i poveracci. Oggi non vado a cercarlo perchè dovrei andare all’Agenzia delle Entrate… e magari discutere con l’addetto allo sportello perchè teme di compiere un illecito dandomi la tua dichiarazione dei redditi…
Hai poi toccato la questione del medico… io credo sia bene che un medico adatti la propria tariffa in base al reddito del paziente; e’ perfino necessario al medico avere questo spazio di manovra per rispettare il suo giuramento professionale (Ippocrate). In secondo ordine ti ricordo l’art. 3 della Costituzione (ie: uguaglianza formale e uguaglianza sostanziale; se il medico chiede di più a uno che può dare di più non fa altro che implementare ciò che e’ previsto dalla Costituzione). Dulcis in fundo: saranno pure cazzetti suoi se riesce a farti scucire 200 euro a te riccone e si limita a chiedere una tantum per il disturbo al morto di fame… una mignotta che dovrebbe fare? Chiedere 50 euro pure al suo uomo altrimenti fa un torto a te Gianni che nemmeno ci sei mai andato? Dai su…
Anche l’esempio del falegname che faceva Quintarelli non sta in piedi. Che io guadagni 80k l’anno non significa che posso pagare un armadio 8k invece di 5k; magari quegli 80k mi partono in casa di cura per mamma, o me li gioco quotidianamente ai cavalli… voglio dire… il fatto che guadagni tanto non significa che chiunque mi può chiedere più di quanto vale il suo lavoro. Nè che io sia disposto a pagare tanto quel bene (magari per me vale di meno e quindi vado a cercarmi un altro preventivo). Se un falegname mi mette l’armadio 5k, quello che me ne ha chiesti 8 perchè si è andato a guardare il mio, non ha mercato. Punto.
Gianni:
Maggio 2nd, 2008 at 21:34
Eh… ho l’impressione che tu e il Sig. Rodotà viviate la cosa distaccata perchè. in fondo, pensate che la gente, in fondo, abbia una morale anche in privato oltre che in pubblico.
Il medico sicuramente adatterà la tariffa al mio reddito, ma con altrettanta certezza sarei pronto a scommetere che non abbasserà la “cifra standard” richiesta fino ad oggi.
Interessante quando scrivi:
“anche per me pinco pallino che magari ho interesse a conoscere il reddito di uno che mi sta proponendo un lavoro, o di un politico che dice di essere solidale con i poveracci.”
La fonte di reddito come discriminante.
Con in più la facilità di accesso che fornisce la rete.
Il punto sul falegname fuori mercato, poi, non è obbiettivo:
il Cartello esiste da quando esiste il commercio, i prezzi, per quanto possano variare, saranno sempre e comunque “piallati” per non soccombere alla concorrenza, fino alla stipula non ufficale di accordi a monte.
Se credi che 2 artigiani di una stessa città vogliano farsi concorrenza ti sbagli, prezzi di idraulici, falegnami, elettricisti etc… sono grossomodo identici.
La possibilità di consultare i redditi dei clienti abituali farebbe solo lievitare questi prezzi, lasciando invariati quelli per i “poveracci” (incentivando l’evasione: perchè se *risulto ma non sono* poveraccio, mi trovo a pagare meno, oppure il giusto).
Sulla questione della mignotta invece non so… io le donne ho sempre preferito non pagarle per certe cose, chiamala pure una questione di principio 😀
mfp:
Maggio 3rd, 2008 at 13:48